Lavoratore e stress: è lecito misurare?

L’idea in sé è interessante e, ammesso che funzioni, può aiutare a prevenire situazioni critiche per tutti: lavoratori, colleghi, clienti o utenti. Un lavoratore sotto stress può sbagliare, può far perdere un cliente, può creare problemi nell’ambiente. Magari basta poco: un momento di pausa, un incentivo, un pomeriggio a casa e si riparte carichi e in forma. Però il fatto di analizzare con AI alcuni strumenti di comunicazione per rilevare lo stress attraverso la semantica e altri parametri può creare grossi problemi in termini di privacy. Né è un’esimente il fatto che venga proposta un’adesione volontaria: si sa che sul luogo di lavoro la volontarietà è piuttosto relativa. Il Garante è quindi intervenuto, al momento senza sanzioni, ma con un avvertimento. Vedremo se si riuscirà a conciliare il legittimo benessere del lavoratore con la sua privacy, oppure se il progetto verrà archiviato.
