Posizioni salariali: occhio alla privacy

Per rendere visibili eventuali divari salariali dovuti al genere o ad altri parametri non legati all’anzianità e/o a reali differenze di prestazioni e competenze, le norme prevedono ora la trasparenza salariale, ma questo non significa che ognuno debba rendere pubblico il proprio stipendio, bensì che le aziende siano tenute a comunicare le medie in forma anonima e aggregata. Per una multinazionale con decine di migliaia di dipendenti non è un problema, ma aziende medio-piccole rischiano di rendere de facto nominative molte situazioni. Non è un caso straordinario che in una determinata fascia di età e di livello ci sia una sola persona, dunque occorre essere prudenti. Non dimentichiamo che il GDPR fa riferimento a persone identificate o identificabili.
