Controllo mail: dipende da chi decide

Ancora una volta dobbiamo parlare di (in)certezza del diritto: già in passato abbiamo visto come piccole sfumature tra casi diversi possano portare a conclusioni diverse, con relative sanzioni erogate o meno. Però in questo caso abbiamo il Garante che irrora una sanzione neppure secondaria, 460.000euro, per violazione della privacy del lavoratore, mentre il Tribunale di Pisa, sezione lavoro, ritiene lecito il comportamento del datore di lavoro. Che l’informativa fosse carente, è stato riconosciuto da entrambe le valutazioni, ma su tutto il resto non c’è la minima uniformità di valutazione, interpretazione, conclusione. Lasciamo ai lettori, come sempre, la lettura dei provvedimenti e la conseguente formazione dell’opinione personale. Continuiamo comunque a lamentare che la complessità normativa e la frammentazione delle norme non contribuisce a creare un mondo nel quale un imprenditore possa costruire un sistema che sia ragionevolmente conforme, con tutte le conseguenze del caso.
