venerdì, Luglio 17, 2026
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Il Garante sanziona AgID

A nostro parere, il problema centrale, in questo caso, non è la violazione in sé, quanto il fatto che una Pubblica Amministrazione abbia operato senza chiedersi se il trattamento dei dati fosse conforme. Oltretutto si tratta di un’Amministrazione centrale, di alto profilo, non un piccolo Comune di montagna, dove oggettivamente possono mancare tempo e risorse. AgID ha trasferito gli indirizzi PEC dei professionisti nel nuovo albo dei domicili digitali, e questo è previsto dalle norme, ma lo ha fatto senza dare adeguata informazione, senza dare modo di indicare un domicilio digitale diverso e senza quindi che i professionisti potessero avere consapevolezza del fatto che la loro PEC fosse stata inclusa nel nuovo sistema. A peggiorare la situazione rileva il fatto che l’operazione è stata effettuata in violazione delle stesse linee guida adottate dall’AgID. Ecco perché si ritiene che a dover essere approfondita non sia la questione della violazione in sé, quanto l’intera struttura, che, nell’evidenza dei fatti, non prevede procedure in grado di rilevare e correggere internamente un errore – che può sempre scappare – prima che dispieghi i suoi effetti negativi. Anche in termini di credibilità istituzionale.

Un commento

Il provvedimento del Garante

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