Quando un pixel è troppo invasivo

Pochi lo sanno e, anche sapendolo, si può fare poco: quando arriva una mail che ci interessa la apriamo, la leggiamo, la archiviamo o cancelliamo. Ma spesso c’è un pixel, uno solo, che passa inosservato e consente di leggere noi, mentre leggiamo la mail. Certo, non è una macchina fotografica che scatta un’immagine, ma riesce a catturare alcune informazioni: orario di apertura, indirizzo IP della macchina sulla quale stiamo lavorando, tipo di dispositivo e client di posta. Certo, non sono dati particolarmente sensibili; almeno in generale: se sto usando un IP condiviso con la mia ex, la compagna del momento potrebbe trovare qualcosa da ridire. Il Garante pertanto è intervenuto, affinché queste operazioni avvengano in modo trasparente, con il consenso del destinatario.
