Tariffazione algoritmica: trattamento lecito?

La questione probabilmente è già stata affrontata dai mercanti fenici, se non prima: a quanto vendere per massimizzare il guadagno, senza perdere il cliente? In altri termini: quanto è disposto a spendere quello specifico cliente per quel bene o servizio? Se decido di fare una gita, ma il treno è troppo caro, cambio destinazione, oppure resto a casa. Se devo andare a una visita medica o ad un convegno, sono più portato (costretto) a spendere. Se un vestito mi piace tanto, sono disposto a metterci qualcosa di più, se mi interessa, ma senza particolare passione, compro solo se il prezzo è conveniente. Ora l’intelligenza artificiale consente di analizzare comportamenti ed emozioni, così da comprendere quanto si è interessati e quindi disposti a spendere. Chiara e anche legittima l’intenzione, meno lecito l’utilizzo di dati acquisiti senza controllo.
La tariffazione algoritmica: rischi in termini di sorveglianza
