L’Austria contro il cookie wall

Il Tribunale Amministrativo Federale austriaco ha confermato la decisione dell’Autorità austriaca per la protezione dei dati secondo cui il quotidiano DerStandard ha violato il GDPR introducendo il modello “Pay or Okay”. Questo sistema è ormai utilizzato dalla maggior parte dei quotidiani e prevede che si debbano accettare i cookie o pagare per un abbonamento. Privacy Italiana ha sempre ritenuto che nessuna legge obblighi a dare contenuto gratuito, e che il concetto “paghi con i soldi o paghi con i dati” aiuti a dare ai cittadini la consapevolezza del valore che i nostri dati hanno per le aziende. Tuttavia le statistiche ci dicono che in caso di richiesta esplicita, con un diniego “facile” solo una piccola percentuale di utenti consenta l’installazione dei cookie, mentre nel caso del giornale questa percentuale supera il 99%, il che implica un consenso non libero. La DSB e il Tribunale hanno ritenuto non valido il consenso, in quanto imposto globalmente, mentre la normativa europea richiede la possibilità di acconsentire in modo granulare alle diverse finalità di trattamento. Insomma, non tanto un illecito assoluto, quanto una modalità operativa non corretta. Probabilmente la vicenda proseguirà il proprio cammino verso le Corti superiori, probabilmente europee, vedremo, speriamo presto, perché è da troppo tempo che questa vicenda va avanti.
