Ancora una videosorveglianza illegittima

Anche in questo caso, gli Enti pubblici, in particolare i Comuni, si trovano fra l’incudine e il martello, un po’ come avviene quando si tratta di conciliare privacy e trasparenza: da un lato i cittadini chiedono più sicurezza e più videosorveglianza, dall’altro le norme sul trattamento dei dati non consentono di fare qualunque cosa. In particolare, l’utilizzo dell’AI è particolarmente delicato, dato che impatta non solo sul GDPR, ma anche sull’AI Act e richiede quindi una valutazione d’impatto che tenga conto di molteplici fattori, oltre che di informative adeguate e di sicurezza robuste dal punto di vista informatico. Il Comune di Milano non sembra avere considerato adeguatamente questi aspetti, oltre ad avere fatto firmare la valutazione dal DPO, mentre è il Titolare che deve assumersene la responsabilità. Inevitabile la sanzione, anche se di importo modesto, forse perché il proposito era buono.
