giovedì, Giugno 13, 2024
Articoli italiani

Venezia sorvegliata

Venezia è unica al mondo ed è anche molto fragile. Per tutelarla può essere necessario rinunciare a un po’ di privacy, ma, come sempre, senza esagerare. Essendo un museo a cielo aperto può avere senso limitare gli ingressi – liberi o a pagamento, al momento non è questo il punto – può avere senso controllare che i turisti non distruggano il patrimonio né la usino come dormitorio o latrina. Poi c’è l’aspetto fiscale: qualche studio sui cellulari ha evidenziato 20.000 presenze notturne in più rispetto alla dichiarata capacità ricettiva. O erano tutti per le strade, oppure più di qualcuno affitta in nero – tolti parenti e amici che sono realmente ospiti – con danno sia per l’erario che per le strutture regolari. Però neppure si può mettere il braccialetto elettronico a tutti quanti entrano ed anche costringere a registrare parenti e amici risulta piuttosto invasivo. Non resta che sperare che nei mesi a venire, prima che il sistema entri in funzione, si riesca a trovare il dovuto compromesso.

Una lettera aperta sul controllo degli accessi a Venezia

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