Privacy e business: opportunità o intralcio?

La cultura della privacy è presente nella maggior parte delle persone e delle imprese, forse più che in altri Paesi, ma in Italia più che altrove la protezione dei dati è vista come un impedimento all’attività commerciale e non come un ausilio. Questo è, in sintesi, ciò che emerge da uno studio recente. Per quanto queste statistiche abbiano un valore relativo, i risultati devono fare riflettere sui risultati raggiunti e sul modo di approcciare la gestione dei dati in Italia.

Come il GDPR pesa sul business

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Un pensiero su “Privacy e business: opportunità o intralcio?

  • Febbraio 4, 2022 in 5:10 pm
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    Purtroppo oggi ognuno pensa a se stesso e Dio per tutti! Come anche osservato dalle vicende per l’elezione del Presidente della Repubblica, i partiti (partiti da tempo!) in primis hanno svelato il loro aspetto narcisistico, per poi convergere sul principio che “ogni lasciato è perduto” quando meglio non c’è. La Privacy è un diritto, ma, considerato che tutti gli uomini non sono uguali, sia pure economicamente, chi più spende più spande e la privacy sta diventando solo un bavaglio (con il lockdown ci siamo in qualche modo abituati) differenziato: chi non ha molto spazio economico deve tacere e non divulgare ciò che vede; chi invece nell’economia ci sguazza può opinare, annullare dopo ciò che ha prima affermato, rendere gli impegni, prima assunti, opinioni (non contratti), dimostrando che fosse ovvio non realizzarli. Purtroppo, ciò che anni fa era un magnifico istituto a protezione dell’individualità, oggi, che l’individualità è statisticata in tutte le sue diversità, la privacy comincia ad essere un velo (veto), esteso dai facoltosi sui meno abbienti: chi meno ha meno può.

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