venerdì, Agosto 14, 2026
Articoli italiani

“Identificati o identificabili…”

Questo episodio merita di essere segnalato non per la sua banalità, quanto per sottolineare come la strada per una consapevolezza, seppur minima, della questione privacy sia ancora lunga e inarrivabile anche per molte Istituzioni. Un Istituto scolastico ha diffuso una circolare per il reclutamento di personale per un servizio di istruzione domiciliare, date le particolari condizioni di salute di un allievo. Naturalmente il soggetto non è stato menzionato direttamente, ci mancherebbe: tutti sanno che in questi casi prevale la riservatezza. Però è stata indicata la classe, la condizione medica, e le iniziali, rendendo ovviamente chiaro a tutti di chi si stesse parlando. Probabilmente in un Comune relativamente piccolo, circa 5000 abitanti, la notizia sarebbe circolata ugualmente, ma certo non dev’essere l’Istituto a diffonderla. A prima vista, oltretutto, anche le memorie difensive presentate sono un tantino lacunose, confondendo il diritto al trattamento dei dati per finalità istituzionali con la loro divulgazione impropria. In definitiva, banale il caso sanzionato dal Garante, meno scontata – e più preoccupante – la mancanza delle conoscenze fondamentali da parte di un Ente pubblico.

Il provvedimento del garante

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