Conosceremo gli stipendi di tutti?

Una recente normativa, precisamente la Direttiva UE 2023/970 recepita dall’Italia con il D.Lgs 96/2026, si propone di rendere conoscibili le retribuzioni, così da evitare discriminazioni basate su sesso, cittadinanza o altri parametri diversi dalle capacità lavorative e dall’anzianità di servizio. Lodevole l’intento, ma il salario è uno di quei dati dei quali la gente non parla volentieri, quindi il fatto che un collega appena arrivato prenda più di uno in servizio da vent’anni può essere giustificato da una migliore esperienza acquisita, ma può anche creare malumori. Secondo una circolare dei Consulenti del Lavoro, la norma non dev’essere intesa in senso nominativo, ma deve portare a raggruppamenti, a medie, a dati aggregati. Insomma, come sempre, un bilanciamento di compromesso.
