Mail e AI: tutto o niente?

Negli USA Gmail ha attivato un servizio di assistente AI, che consente di trovare le mail in ordine di priorità, di effettuare ricerche evolute, di suggerire risposte. Il tutto viene attivato di default, senza che l’utente aggiorni il consenso o riceva informative aggiornate. In Europa tutto questo non è possibile, perché in violazione del GDPR, che richiede, a fronte di una modifica significativa, una nuova procedura di approvazione. In questo caso l’impatto è notevole, perché l’AI, per poter funzionare, deve necessariamente accedere ai contenuti, che fungeranno anche da base di addestramento per le evoluzioni successive. E’ una protezione dei cittadini europei o una restrizione all’evoluzione tecnologica? In Europa non è assolutamente vietata l’implementazione del servizio, ma è vietato imporlo senza dare possibilità di scelta.
