Anche al Garante la privacy…

Anche se abbiamo cercato di stare fuori dalla querelle, non di diretto interesse per un sito come il nostro, alcuni accenni agli attacchi al Garante li abbiamo fatti: il finto rapporto Rodotà, le trasmissioni di Report… Appare probabile che una raccolta così vasta di episodi riferibili ai membri del Collegio – al di là dell’interpretazione che si vuole dare e delle conclusioni che si vogliono raggiungere – non arrivi dall’esterno, ma abbia visto la collaborazione di qualcuno all’interno. Appare anche ragionevole che, quando da una qualunque organizzazione sfuggono notizie interne, si voglia capire meglio cosa sta succedendo. Il Segretario ha però chiesto (su supporto ottico, un tantino demodé) un volume tale di dati, anche delicati, che si è visto respingere la richiesta sia per il lavoro che avrebbe richiesto, sia perché in violazione della giurisprudenza consolidata dell’Autorità stessa. Giusto il rispondere picche, come ha fatto il Responsabile dell’IT, giuste le dimissioni, prima che provvedimenti più seri venissero intrapresi. Il Collegio ha smentito di avere chiesto tutti quei dati e di non essere a conoscenza della circostanza. Non abbiamo elementi per mettere in dubbio questa affermazione. Questo episodio è comunque l’occasione per ricordare come la riservatezza e il bilanciamento di altre legittime esigenze sia una questione delicata e complessa, nella quale sono cadute realtà anche qualificate, nonché per sottolineare come il sistema, nel complesso, abbia funzionato, e non si condividono molti attacchi all’Istituzione nel suo insieme: uno svarione o una persona non all’altezza capita dappertutto, ma nessuna violazione è stata commessa, stroncando sul nascere la richiesta. Quanto all’osservazione, circolata nell’ambiente, che sono stati violati i termini di conservazione, riteniamo che si debba approfondire. La lettera di risposta precisa che “alcuni” dati risalgono al 2001, ma, non sapendo esattamente quali, ci può stare che qualcosa sia così risalente. Banalmente il dato “account attivo da….”, se l’impiegato è ancora operativo. Dunque su questo è opportuna un po’ di prudenza: un dato ancora necessario e attuale può benissimo essere conservato per un quarto di secolo e oltre, occorre approfondire. Piuttosto c’è un punto che ci sfugge: secondo quanto affermato, lo scambio di mail è avvenuto all’interno di un protocollo riservato. Se le copie circolate sui giornali sono autentiche, com’è che sono uscite da questo recinto di sicurezza?
