Digital omnibus: cosa ci aspetta?

Dovera premessa è specificare che si tratta, al momento, di una proposta, anche se tutti ritengono probabile che verrà approvata più o meno nello steso testo. In attesa di avere l’approvazione definitiva il cosiddetto Digital Omnibus, la norma che va ad affrontare la riforma di ben dieci normative UE, è già oggetto di commenti, apprezzamenti e critiche. La prima osservazione è che, a monte, forse così tante norme creano confusione, per cui uno snellimento non sarebbe male. La seconda è che la quadratura del cerchio è sempre difficile: rigide tutele e massima libertà delle imprese sono inconciliabili. Il GDPR aveva fra gli obiettivi quello di dare competitività alle imprese europee, che avrebbero dovuto beneficiare di una maggiore fiducia da parte dei consumatori, a livello mondiale. I risultati, da questo punto di vista, non sono stati entusiasmanti, poiché hanno gravato le imprese di molti adempimenti, mentre i consumatori tendono a scegliere il prezzo più basso o l’oggetto più di moda, al di là della protezione dati. Certo, se il GDPR ha fatto scuola nel mondo non è tutto da buttare, ma l’obiettivo di snellire le procedure mantenendo un alto livello di protezione non è facile. Stesso discorso per l’AI: l’Europa non può assolutamente perdere il treno (che già si trova a rincorrere), ma vuole assicurare un adeguato livello di sicurezza. I giochi sono aperti, iniziamo a segnalare qualche commento.
Il Digital Omnibus secondo l’ENIA
