GDPR, AI ACT, ma sorveglianza di massa

Stavolta fatichiamo a capire. Probabilmente c’è qualcosa che ci sfugge, ma sembra di intravedere qualche “piccola” contraddizione fra le tutele garantite dall’AI Act e dal GDPR e il nuovo sistema Entry-Exit System, che da ottobre consentirà di rilevare i dati biometrici di tutti i viaggiatori non UE che varcano i confini. E chi già appartiene all’Unione? vedremo, per ora non sembra coinvolto. I dati verranno conservati per tre anni (vabbé, ma se proprio bisognava farlo non avrebbe avuto più senso farli durare tanto quanto il passaporto?). Insomma chi arriva da Paesi al di fuori dell’Unione dovrà, oltre ai documenti personali, consegnare le proprie impronte digitali e la scansione del volto, così da creare un documento digitale, che consente poi di essere riconosciuti in altri Paesi UE o in occasione di altri viaggi. Ma, quando si comincia, diventa difficile rimettere i vermi nella scatola, per cui non saremmo sorpresi se il sistema dovesse estendersi ad altre categorie di cittadini o ad altri luoghi oltre alle frontiere. Tutto per aumentare la sicurezza, non c’è dubbio.
