giovedì, Giugno 13, 2024
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Mancato fidanzamento e risvolti privacy

Non era intenzione parlarne, dato che si tratta più di gossip che di privacy, ma diversi lettori hanno chiesto un parere sulla vicenda del mancato fidanzamento, a seguito di un presunto tradimento, reso pubblico attraverso un video circolato in rete. Ed è proprio questo il punto: la diffusione online. Anzitutto non sembra esserci stata diffamazione, in quanto le affermazioni erano supportate da prove documentali; può certo esserci un’offesa ai sensi dell’art. 595cp (…comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione…), ma dire “hai l’amante” a chi dimostratamente ha l’amante non sembra configurare reato. Poi c’è l’aspetto privacy: si trattava di una festa privata, alla quale si accedeva su invito, dunque il trattamento dei dati ricade nelle previsioni dell’art. 2 par. 2 lett c) del Regolamento, che esclude l’applicazione in ambito privato e domestico. Il problema resta per chi ha diffuso il video (e per eventuali complici, nell’ipotesi che fosse concordato con il fidanzato o con qualcun altro): la registrazione in sé era lecita, per finalità private. La diffusione senza consenso invece assolutamente no, per cui sarà questo il punto principale sul quale lavorare. Questa l’opinione di Privacy Italiana, vedremo cosa deciderà il Garante al termine dell’istruttoria.

Il Garante apre un’istruttoria sul video del fidanzamento mancato

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