Denaro digitale: in più o invece?

Da diverso tempo si sta parlando dell’euro digitale, di una moneta europea fatta di bit. Nell’era digitale sicuramente anche la moneta deve adeguarsi – ne sia una prova il successo bitcoin, al di là dell’aspetto speculativo – e per l’Europa non puntare sulla moneta elettronica sarebbe esporsi alla perdita di influenza ed alla speculazione, quindi ben venga l’iniziativa. Tuttavia il denaro contante è uno strumento di libertà, poiché il controllo di ogni singola spesa risulta troppo invasiva nella sfera intima delle persone. Senza arrivare a droga o prostituzione, l’acquisto di un giocattolo erotico, il biglietto di una serata al night possono creare imbarazzo, ma anche nei rapporti familiari un oggetto pagato un po’ di più di quanto si voglia dire al coniuge, un pezzo aggiunto di straforo alla collezione, gli adolescenti che vogliono fare le loro spese senza il controllo familiare, possono essere piccole soddisfazioni del tutto legittime, impossibili se ogni spesa è tracciata fino all’ultimo cent. Inoltre una profilazione così spinta sui nostri gusti e capacità di spesa consente di manipolarci in modo molto più consistente di quanto pensiamo. Non solo in termini di acquisti, ma anche di scelte politiche. Dunque ben venga il denaro digitale, ben venga la modernità, ma solo se – con gli opportuni limiti, il denaro elettronico si affianca al contante, senza sostituirlo del tutto. Anche perché, diversamente, sicuramente comincerebbe a circolare della valuta parallela totalmente abusiva.

Verso l’euro digitale

Un commento del prof. Pizzetti

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