domenica, Marzo 3, 2024
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Non solo Analytics: il cloud è un problema?

Dopo tanto parlare di Google Analytics e dopo che diversi Garanti sono intervenuti in merito, è inevitabile allargare gli orizzonti e guardare a tutti quei servizi Internet gestiti al di fuori dell’UE, per i quali è inevitabile che i dati vengano trasferiti e trattati al di fuori del Vecchio Continente. Il Cloud Act consente alle Agenzie federali statunitensi di accedere ai dati, anche quelli posizionati al di fuori del Continente americano, i dati di visualizzazione di YouTube, Facebook, Instagram e simili sono raccolti e trasferiti verso le rispettive Case madri. Per tacere dei programmi di supporto all’istruzione, censurati ad esempio dal Garante danese, per gli stessi motivi. Oppure banalmente i browser, segnaliamo un articolo che critica Chrome, ma anche altri browser proprietari non sono esenti. Insomma, tutto un sistema da ripensare, cosa non facile, fin quando alcuni dei maggiori player internazionali, USA e Cina in testa, hanno delle normative molto difformi dal GDPR, almeno per ciò che riguarda gli Enti statali. Però qualcosa si può fare, ad iniziare dalle certificazioni, per proseguire con opportune cifrature.

Fino a che punto il Calod Act è un problema

Il testo orginale del Cloud Act

Il meccanismo della certificazione

Il testo delle linee guida sulla certificazione

La traduzione dell’intervento del Garante danese contro Chromebook

Una critica a Chrome

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