Giusto il principio – difficile l’applicazione

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un giornale che, nel riportare un fatto di cronaca, ha aggiunto una serie di notizie sulla famiglia non funzionali al fatto. Nello specifico, a seguito della morte per incidente di un personaggio conosciuto, aveva descritto anche la morte del fratello, un suicidio forse a seguito di una separazione. I Giudici hanno ritenuto i fatti descritti non funzionali all’episodio di cronaca riportato, non del tutto certi, ed hanno quindi connato il direttore ed il giornalista. Nel caso di specie si può concordare, tuttavia si apre la porta a situazioni nelle quali risulta piuttosto difficile fissare un limite: dire “la famiglia era già stata colpita da un grave lutto” è funzionale alla storia oppure no? Dire “la vittima era già al terzo matrimonio” aggiunge qualcosa alla cronaca di un femminicidio? Dire “lui era incensurato, ma il padre e i fratelli erano tutti pregiudicati”? Insomma, giusto il principio, ma non è poi facile stabilire i confini entro cui un’aggiunta riguardo situazioni circostanti o pregresse aiutano il lettore a formarsi un quadro della situazione rispetto ai limiti oltre i quali diventa violazione della privacy.

Condannato giornalista per notizie inutili e non certe

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