C’è un virus che si aggira all’INPS

Stavolta vogliamo spezzare una lancia in favore dell’INPS, anche se in passato l’esperienza personale di chi scrive con il loro sito non è stata delle più felici. Oggi decine di migliaia di persone si sono affrettate per ottenere qualche bonus a seguito dell’emergenza coronavirus ed il sito è ovviamente andato in crisi. La cosa più grave, però, non è stata l’inaccessibilità del sito, quanto il atto che chi riusciva ad accedere si trovava i dati – a volte anche editabili – di altre persone, per cui vi è stato un data leak piuttosto grave e diffuso. C’è però da considerare alcune circostanze attenuanti, ovvero il fatto che numerosi decreti si sono susseguiti in tempi brevi, costringendo i programmatori a mettere in piedi in fretta e furia un sistema per gestire le novità. Programmatori che sono esseri umani e che quindi in questi giorni avranno anche loro sofferto disturbi del sonno, preoccupazione per la famiglia, augurandoci che non abbiano patito lutti. Inoltre c’è da considerare qualche problema di comunicazione, per cui il messaggio pervenuto – giusto o sbagliato che sia è irrilevante ai fini del risultato finale – è stato di un cosiddetto click day, ovvero di una situazione tipo vendita di biglietti del concerto, per cui chi prima arriva si accaparra i posti migliori, mentre chi arriva tardi resta a bocca asciutta. Di questo ovviamente non si può dare colpa all’INPS, che si è trovato a gestire una situazione difficile in un momento altrettanto difficile, ed ha commesso l’errore – pare – di tentare di aumentare l’efficienza del sito pre-caricando le pagine più richieste, ma sbagliando l’implementazione di quella che è una procedura ordinaria per questi casi ed estendendola alle pagine di chi già aveva eseguito l’accesso. Una banale svista di un programmatore affrettato e stressato, che non ha avuto tempo di svolgere adeguati test di sistema. Tutto bene, dunque? No, certo, non si vuole giustificare o minimizzare, ma neppure si può tacere la corresponsabilità politica di chi ha fatto sì che tutti si affollassero nello stesso momento, la necessaria urgenza di iniziare ad erogare i contributi. Insomma, un disastro quasi annunciato, del quale non si può dare la responsabilità a qualche dirigente preso più o meno a caso o all’ultima ruota del carro.

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One thought on “C’è un virus che si aggira all’INPS

  • Aprile 1, 2020 in 6:09 pm
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    La comunicazione è fondamentale, quella iniziale è stata del click day, poi come al solito, si rimedia e si fanno affermazioni di senso contrario. Così si crea inutile e dannosa confusione, gli utenti si affollano e il risultato è davanti ai nostri occhi. A questo punto certo non puntare il dito verso i responsabili, giustificati anche dallo stress di questi giorni, concordo, ma il risultato è quello di ingenerare molta sfiducia nei cittadini, già molto scoraggiati.

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