Twitter cambia la privacy policy (non in meglio)

Twitter è un famosissimo social networke che, come tutti i servizi gratuiti, deve ricavare da qualche parte i soldi per coprire i costi operativi ed ottenere un legittimo guadagno. Come la maggior parte di questi servizi, la pubblicità risponde a questa esigenza, e tanto più è mirata sugli interessi del singolo utente tanto più risulta efficace e profittevole. In quest’ottica, cambiano alcuni parametri riguardo la privacy policy: negli Stati in cui non è vietato i dati di navigazione vengono conservati 30 giorni anzichè 10. Inoltre variano, seppure in modo non chiarissimo, le regole di condivisione con gli inserzionisti, infine cessa il suppurto alla navigazione anonima dei browsers.

Insomma, le legittime necissità di profitto cominciano ad essere un po’ meno legittime, se vanno a scontrarsi con l’altrettanto legittimo diritto degli utenti di mantenere un po’ di privacy, se necessario.

Twitter e privacy

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