La certezza del diritto

Qui non è più un problema di privacy, di ragioni e torti, è un problema di certezza del diritto, che viene a mancare quando la normativa è troppo complessa, si interseca in un profluvio di norme, si ramifica in mille sfaccettature. La Guardia di Finanza ha effettuato, su autorizzazione del Magistrato, una verifica in un appartamento, ad uso misto sede legale/abitazione privata ed ha perquisito l’intera abitazione, oltre alle auto. Ne è derivato un ricorso alla Corte per i diritti umani, che ha accolto le motivazioni, ritenendo il mandato troppo ampio, non sufficientemente motivato, e quindi lesivo della privacy e della dignità delle persone se non circoscritto alla parte societaria. Non stiamo ad entrare nel merito, anche perché, da un punto di vista pratico, non è ragionevole che basti mettere sotto il letto documenti compromettenti per essere al sicuro. Il punto è che se un Magistrato non ha colto alcuni aspetti della normativa, se la Guardia di Finanza – che rappresenta il “braccio armato”, la squadra operativa del Garante – è caduta in errore proprio su un aspetto privacy di sua competenze, significa che un normale imprenditore non potrà mai avere la certezza di essere conforme. Anche perché la Corte Costituzionale ha ritenuto legittima una intercettazione ambientale di locali condivisi con un parlamentare. Situazioni diverse, certo, e probabilmente dispositivo di autorizzazione meglio motivato e circostanziato. Però si è sempre sul filo del rasoio.
Verifiche fiscali in locali misti
