Piattaforma responsabile per il GDPR

Non è una novità: già in passato venivano inseriti falsi annunci sui giornali per fare uno scherzo ad amici e nemici, ma erano più laboriosi e costosi. Oggi però il WEB consente di caricare facilmente su una piattaforma un annuncio con un numero di telefono e altri dati personali con estrema facilità e in modo molto economico, quando non del tutto gratuito. Ecco allora apparire falci annunci di vendita, di prestazioni sessuali, di attività varie. Con la sentenza C-492/23 la Corte di Giustizia afferma la responsabilità del provider, che non può affermare di fornire solamente una struttura, ma che la responsabilità è unicamente di chi inserisce l’inserzione, ma deve verificare l’identità e il consenso, oppure deve rifiutare l’inserzione.
2026-02-10-C-0492-23-00000000RP-01-P-01_ARR_COMM_315326-IT-1