lunedì, Aprile 15, 2024
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Città smart, amministratori meno

Molto spesso si paragona la città ad un organismo vivente, con i suoi flussi, le sue attività, la sua evoluzione. Perché allora non rendere smart questo organismo, dotandolo di un’intelligenza che ottimizzi il traffico, che prevenga i reati, che regoli l’energia e le attività? Perché, oltre un certo limite, è vietato! Da un lato potrebbe, a volte, essere utile un’intelligenza artificiale che analizzi le telecamere di videosorveglianza in tempo reale, così da intervenire immediatamente in caso di anomalie, anziché dover poi passare ore a dar la caccia a posteriori al fotogramma risultativo per perseguire un delitto che è già avvenuto e che magari avrebbe potuto essere evitato. Dall’altro non si può essere sottoposti ad un continuo pedinamento perché ogni tanto può servire. Un conto è vedere che al semaforo ci sono X macchine da una parte ed Y dall’altra e regolare i tempi del verde di conseguenza, altro è utilizzare un’intelligenza artificiale per un controllo massivo dei cittadini. In questo senso il Comune di Trento ha ecceduto il proprio ruolo, è stato poco trasparente e la sperimentazione che pensava di avviare è stata giudicata illegittima dal Garante, con conseguente inevitabile sanzione

No all’AI applicata alla videosorveglianza

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