lunedì, Giugno 24, 2024
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Diritto all’oblio: un approfondimento

Sempre più importante ed oggetto di discussioni e provvedimenti, il diritto all’oblio è ormai parte non solo del diritto, ma delle nostre stesse vite. Vale la pena quindi di leggere un approfondimento, per meglio comprendere cosa significa, fino a che punto occorre ricordare e fino a che punto occorre dimenticare. Questione importante non solo in riferimento ai dati personali.

Il diritto all’oblio

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Un pensiero su “Diritto all’oblio: un approfondimento

  • Salvatore Restuccia

    Si, più tempo passa e più ci si accorge che il diritto all’oblio è un diritto negato dalla digitalizzazione. È un incidente di percorso che bisogna regolarizzare.
    Nel mondo cartaceo bastava chiudere il fascicolo e l’oblio si compiva in modo automatico. Adesso: molti professionisti (ache giuristi), un tempo eccellenti, di fronte al mondo digitale, si comportano come analfabeti; gli esperti (che giuristi non sono) di tanti settori operano nel web indefinito con provvedimenti a semiretta (si conosce il punto di origine, ma non c’è fine) ed i legislatori, ancora ignari o quasi di questo fenomeno, recepiscono le numerose doglianze, ma ancora non hanno provveduto. Certamente provvederanno: anche questo è un procedimento, che è iniziato con la coscienza dell’asfissia del diritto patito e si concluderà in un tempo necessario per affrontare a fondo il problema, che è enorme.
    Nella storia, per certi versi, similare era la damnatio memoriae; ma li bastava distruggere tutto ciò che riguardava l’indegno di essere ricordato; qui bisognerà imporre, con intesa internazionale assoluta (di tutti gli Stati che gli uni e gli altri si riconoscono il Governo), la cancellazione dal web.

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