martedì, Maggio 21, 2024
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Cambia la magnitudo, ma non la sostanza

Questo articolo de Il Sole 24 Ore non contiene certo inesattezze, e l’auspicio che gli interessati possano venire automaticamente a conoscere chi si sta interessando a loro potrebbe certamente essere un passo in avanti, per evitare che una procedura semplice possa far nascere una serie di certificazioni mosse anche solo da semplice curiosità, senza fini malevoli: ma quei miei amici che alle superiori sembravano i fidanzati perfetti, sono ancora insieme? Ma chissà che fine ha fatto quel mio amico d’infanzia con il quale eravamo inseparabili? Insomma se prima avere un certificato di residenza e stato di famiglia era possibile, ma laborioso, oggi è molto più facile e cambia quindi la magnitudo. Però la sostanza resta identica: Il D.P.R. 223/89 prevede che i certificati si rilascino “a chiunque ne faccia richiesta” (art. 33). Ma anche il precedente Regolamento anagrafico. D.P.R. 136/58 prevedeva all’art 29 la stessa possibilità, specificando che si dovesse annotare gli estremi del documento del richiedente. L’art 30 del Regio Decreto 2132/29 prevedeva il rilascio di certificati nell’interesse dei privati (anche a mezzo posta,  c’era un apposito registro). Quindi sono almeno 100 anni che l’anagrafe esiste per rendere pubblici residenza e stato di famiglia, perché l’evoluzione tecnica deve suscitare timore e clamore?

Il DPR 223/89 prevede che i certificati si rilascino “a chiunque ne faccia richiesta”. Ma anche il precedente Regolamento anagrafico DPR 136/58 prevedeva all’art 29 la stessa possibilità, specificando che si dovesse annotare gli estremi del documento del richiedente. L’art 30 del Regio Decreto 2132/29 prevedeva il rilascio di certificati nell’interesse dei privati (anche a mezzo posta, c’era un apposito registro). Quindi sono almeno 100 anni che l’anagrafe esiste per rendere pubblici residenza e stato di famiglia, perché l’evoluzione tecnica suscita clamore?

Con SPID i certificati anagrafici si ottengono facilmente (forse troppo)

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