lunedì, Aprile 15, 2024
Sentenze straniere

l’Azienda è responsabile dell’assistente virtuale

Se un’azienda decide di affidare i propri servizi di assistenza clienti ad un bot, poi risponde delle promesse fatte. Nel caso specifico, un viaggiatore ha chiesto se fossero previsti sconti per partecipare al funerale di un parente stretto; avuto risposta affermativa ha seguito la procedura suggerita e si è visto negare il rimborso, non previsto dalla Compagnia aerea. I giudici canadesi non hanno tuttavia accettato la difesa della stessa, che ha sostenuto di non essere responsabile delle invenzioni di un bot che agisce in autonomina, ma solo delle condizioni contrattuali scritte: se l’azienda decide di affidarsi ad un’intelligenza artificiale risponde degli errori. Questa la sintesi di un caso che forse non riguarda direttamente il nostro settore, ma che farà sicuramente scuola e che può essere esteso a tante altre situazioni, incluso il trattamento dei dati: inutile cercare di dare la colpa ad un’AI, posto che se ci si affida ad essa si risponde anche di eventuali malfunzionamenti. Almeno fino a quando un’AI non diventerà un’entità giuridica a sé. E non è una battuta, ma un possibile soluzione a tanti problemi giuridici che il mondo dell’AI sta sollevando.

Quando il bot sbaglia, la Società risponde

La sentenza

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