giovedì, Febbraio 29, 2024
Articoli italiani

Consenso sempre consapevole ed esplicito

Alla fine è stata solo un’ammonizione, ma questo caso ci aiuta a ricordare come il consenso debba essere esplicito, a fronte di un’informativa chiara e specifica, nonché che l’anonimizzazione debba essere accurata, così da non consentire di risalire agli interessati, anche in modo indiretto. In questo caso un’operatrice sanitaria ha utilizzato un suo caso particolarmente interessante per una tesi a conclusione di un corso di aggiornamento. In sé nulla di male, ma i dati del paziente erano stati anonimizzati in modo approssimativo, cosicché non è stato difficile individuare la persona. In alternativa avrebbe potuto chiedere il consenso, ma avrebbe dovuto essere esplicito per quell’utilizzo specifico, essendo insufficiente un generico richiamo a scopi di studio e ricerca. Sottolineiamo che avrebbe potuto essere un’alternativa, perché chiaramente non c’è alcun limite ad usare dati effettivamente anonimi.

Ammonizione per l’uso di dati personali in una tesi

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