martedì, Aprile 23, 2024
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Identificati o identificabili perde di senso?

Non solo l’intelligenza artificiale non solo copie passi da gigante, ma arriva alla portata di tutti attraverso sistemi gratuiti e facili da usare, come ChatGPT, si iniziano anche a trovare applicazioni meno nobili di questi strumenti. Per ciò che riguarda il nostro settore, ovvero privacy e trattamento dei dati, da un lato diventa sempre più facile identificare le persone attraverso correlazioni e studi di comportamenti prima impensabili, dall’altro amplia la possibilità di sostituirsi ad altre persone: già avevamo accennato alla videosorveglianza, le cui immagini possono essere sostituite da altre, inducendo all’errore (e magari facendo condannare una persona del tutto innocente). Ora si iniziano a sviluppare sistemi che imitano la scrittura, per cui la grafia cessa di essere segno distintivo della persona. Finché lo si usa a scuola per (non) fare i compiti, può essere una piccola marachella, anche se – qualora venisse usata in modo continuato e diffuso – ridurrebbe certo la conoscenza e la capacità delle nuove generazioni, ma proviamo a pensare a cosa potrebbe accadere se usata in modo criminale. Intanto occorrerebbe riflettere sul senso di persone “identificate o identificabili” che sono alla base del GDPR. Il Regolamento è nato per essere tecnologicamente neutro, ma certe tecnologie riescono a superare anche questo approccio.

L’AI può falsificare la grafia

Compiti fatti dall’AI

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