Città intelligenti e sicure. Ma chi beneficia dei dati?

Partiamo dal caso del Sudafrica, ma il discorso vale per tantissime situazioni, in tutto il mondo. Sistemi di monitoraggio, di raccolta dati, di analisi biometriche consentono di regolare il traffico, ottimizzare i trasporti, prevenire reati e catturare soggetti pericolosi. Però consentono anche di profilare e controllare le persone. Già è un pericolo in assoluto, ma se non è il proprio Stato a gestire le raccolte, bensì un fornitore estero, si rischia un vero colonialismo digitale, che vede la Cina in prima linea.

Le città smart possono rappresentare un caso di colonialismo digitale

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