sabato, Giugno 15, 2024
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La guerra è anche (dis)informazione

Tutti sappiamo che il popolo russo ha una visione della guerra deformata dalla propaganda, che chi manifesta contro la guerra rischia fino a 15 anni di carcere, ma noi siamo invece informati in modo completo ed imparziale, oppure siamo anche noi vittime della propaganda? Come il principio dell’esattezza del dato può impattare anche su queste questioni? Fino a che punto sono legittime, in ottica costituzionale, le limitazioni poste dall’UE ad alcuni mezzi di informazione russi? Insomma, di nuovo dati, privacy e guerra alla ribalta della cronaca (purtroppo). Inoltre occorre considerare che questi eventi imprevisti hanno di fatto, se non vanificato, almeno messo in discussione le conclusioni – aggiornate a novembre – dell’EDPB sul trasferimento di dati in Paesi terzi, che analizzava appunto Paesi come la Russia, l’India, la Cina.

La circolazione dei dati in tempo di guerra

Il reposrt dell’EDPB sul trasfewrimento dati in Paesi terzi

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