venerdì, Aprile 19, 2024
Articoli italiani

Sorveglianza digitale degli smartworker

Se la pandemia ha dato una spinta al lavoro agile – non sempre permanente, purtroppo – sono però nate delle leggende metropolitane, dei comportamenti scorretti sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro. Anzitutto un conto è il lavoro agile, un altro il telelavoro: col telelavoro il dipendente svolge il lavoro da remoto, in un luogo concordato ed in orari concordati come se fosse in ufficio, con le stesse possibilità di controllo. Col lavoro agile si definiscono degli obiettivi, poi non è un problema raggiungerli al mattino o di notte, da casa o dalla spiaggia. E’ dunque sbagliato parlare di lavoro agile e fissare un orario, fatto salvo un periodo di reperibilità per il pubblico o per riunioni, ma che deve essere una parte residuale dell’impegno. E’ altresì sbagliato pensare che non ci possano essere controlli: lo smartworker deve comunque garantire risultati, ma anche cura delle attrezzature e sicurezza dei dati che gli vengono affidati.

Smartworking e possibilità di controllo

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