domenica, Aprile 14, 2024
Articoli italiani

Diritto all’oblio (ed oltre)

Sappiamo tutti che il GDPR prevede il “diritto all’oblio”, ovvero alla cancellazione dei dati quando essi non sono più necessari. Tuttavia vi è anche un diritto all’oblio riguardo l’indicizzazione dei contenuti (con notevoli contenziosi per capire se il contenuto debba effettivamente essere rimosso perchè non più attuale e foriero di danni all’interessato (vedasi il famoso caso “Google Spain”) oppure se abbia un valore storico o corrisponda ad un diritto pubblico alla consocenza, che non si è esaurito anche dopo un certo numero di anni. C’è poi il problema geografico: il fatto che un contenuto possa essere rimosso da un Paese non significa che altre versioni di un motore di ricerca non lo trovino ugualmente; il GDPR tenta di operare anche al di fuori dei confini UE, se il trattamento riguarda cittadini dell’Unione, ma è evidente il limite pratico nell’applicare le disposizioni. C’è però un ultriore aspetto: al di là della completa cancellazione, anche una riduzione, un ridimensionamento della propria visibilità mediatica può essere applicabile, secondo una recente ed interessante sentenza del Tribunale di Milano.

Oltre loblio: il ridimensionamento della vita mediatica

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