Captatori informatici: un insidioso attacco alla privacy

Che la necessità di svolgere indagini sempre più spesso si sposti dal mondo reale al WEB è un dato inconfutabile: reati anche gravi, come pedofilia, terrorismo, traffico d’armi si appoggiano alla Rete per poter oltrepassare i confini ed agire nell’anonimato. Peraltro mettere sotto controllo uno smartphone è molto più facile ed economico rispetto ad organizzare un servizio di pedinamento fisico senza dare nell’occhio. Il fatto però che il telefonino si trasformi in un dispositivo audio/video di spionaggio, che il GPS ti segua anche in bagno, che tutti i tui file possano essere trasferiti ancora prima di poter provvedere a criptarli si presta anche ad eccessi ed abusi. D’altra parte se un vicino di casa viene accoltallato ed un testimone afferma di aver visto una sagoma entrare in casa nostra con un coltello, il giudice ordina la perquisizione al fine di sequestrare tutti i coltelli, ma non ci porta via le foto delle vacanze o il filmino del compeanno, come invece può avvenire attraverso l’inoculazione di un captatore nel telefono o nel PC.

http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/la-nuova-cyber-arma-di-distruzione-di-massa-per-la-nostra-privacy-i-captatori-informatici_3027.htm

Un intero convegno è stato dedicato all’argomento dei captatori:

http://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XVIII.html

Print

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn
Share