Occhiali troppo smart? Il Garante vuole vederci chiaro!

Ci aveva provato Google qualche anno fa, peraltro con scarso successo tecnico e commerciale, ci riprova ora Facebook. Certo, l’idea di essere sempre connessi, di avere a portata di occhio una serie di informazioni aggiuntive sul luogo dove ci si trova e sui servizi che si hanno all’intorno, potere cogliere quell’attimo, quello scatto meraviglioso che però non si può memorizzare se si hanno le mani impegnate o se non c’è il tempo di attivare lo smartphone ha un suo fascino. Prima o poi ci si arriverà, in modo più o meno evoluto, ma come impatta sulla privacy? Cosa può comportare l’avere delle telecamere costantemente in ripresa di ciò che vediamo, di chi incontriamo, di chi incrociamo per caso?

Il Garante vuole capire meglio il funzionamento degli smartglass

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Un pensiero su “Occhiali troppo smart? Il Garante vuole vederci chiaro!

  • Settembre 13, 2021 in 7:22 pm
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    Comincio a non credere più nel progresso delle comodità. È la banca dati delle eventualità, dei luoghi, della vita dell’individuo nel mondo … Notizie utili per chi manipola e pericolosi per l’individuo o di ciò che di lui rimane. È un individuo con le tasche ripulite: abituato con la paghetta settimanale, con quella è rimasta: pochi spicci e per il resto tutto deve essere tracciato, perchè è lui che deve essere controllato. Altri spendono, spandono con risorse molto più cospicue, senza accennare alle strenne (panettoni e spumante per gente comune e tutt’altro per chi comune non è).

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