Mail inoltrata senza consenso? Sanzione!

A pensarci bene, rientra nel concetto di privacy by design. In tutte le organizzazioni c’è il problema dell’assenza, per ferie o malattia, di una persona: si può leggere la posta oppure no? Da un lato non si può fermare il lavoro perché manca qualcuno, dall’altro potrebbero esserci informazioni personali anche delicate, se l’indirizzo è nominativo e non generico. Queste situazioni – abbastanza comuni – non possono essere risolte inoltrando le mail ad altro indirizzo, soprattutto se non si sono avvisati gli interessati, che sono ravvisabili tanto nel dipendente quanto nei suoi corrispondenti. Infatti il Garante norvegese ha irrorato una sanzione di 40.000 a chi ha avuto questa pensata. Un buon piano di trattamento dei dati deve prevedere questi situazioni, magari privilegiando indirizzi generici, come commerciale@ditta.it, utilizzando un reply automatico, che comunichi l’assenza ed un indirizzo alternativo in caso di urgenze, ma che consenta al mittente di gestire con consapevolezza la comunicazione ed al destinatario di sentirsi tranquillo durante la convalescenza.

Sanzionato l’inoltro automatico e non pubblicizzato delle mail

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