Parametri biometrici sul luogo di lavoro

La maggior parte di chi lavora o ha lavorato conosce il famigerato cartellino: quel coso di cartoncino o di plastica che devi timbrare, strisciare, avvicinare a un sensore per dimostrare l’orario di entrata e di uscita, quella meraviglia che consente di guadagnarsi lo straordinario e che in alcune realtà è anche usato per accedere alla mensa o ad aree riservate dell’azienda. Però se devi portarlo appresso rischi di perderlo, rovinarlo, dimenticarlo da qualche parte. Se lo lasci nella rastrelliera rischi che qualcuno lo prenda per sbaglio e timbri al tuo posto, o che tu lo faccia al posto di un altro, a volte in buona fede, a volte meno. Perché allora non mettere un sistema ad impronta digitale o, ancor meglio, un sistema di riconoscimento facciale, che oltretutto evita di dimenticarsi l’adempimento? Inoltre può essere un sistema di sicurezza per zone ad accesso controllato, vuoi perché pericolose, vuoi perché particolarmente preziose. Dì per sé non è illegittimo un impianto del genere, soprattutto se orientato alla sicurezza del lavoratore ed alla salvaguardia dei beni aziendali, ma è importante che sia fatto come si deve e che rispetti il principio di proporzionalità e la dignità del lavoratore.

Dati biometrici in ambito lavorativo

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