Un’idea per superare il privacy shield

La bocciatura del privacy shield da parte della Corte ha lasciato un vuoto. Il Garante irlandese ha tentato di imporre a Facebook un adeguamento, facendo cessare il flusso di dati verso gli USA, e per tutta risposta il colosso ha minacciato di ritirarsi dall’Europa. Rapida marcia indietro, per evitare la guerra civile nel Vecchio Continente. Il che risponde ad una domanda che chi scrive aveva posto in passato in diversi contesti: se un colosso come Facebook o Google dicesse “non mi piace il tuo Presidente della Repubblica, o lo cambi o non ti do i servizi chi vincerebbe?”. La gente sembra essere più interessata ai servizi che alla propria privacy o alla propria libertà di scelta. Una soluzione non è per nulla facile, qualche proposta comunque deve essere comunque presentata ed esaminata. Finché gli USA non rivoluzioneranno il loro approccio alla privacy in ottica GDPR sarà comunque sempre un “loro” contro gli altri. Dove gli altri sono quasi tutto il mondo, perché il GDPR ha fatto scuola e molte legislazioni, nel mondo, hanno la stessa impostazione.

Spazio comune UE per supplire alla mancanza del privacy shield

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