I dati sanitari all’estero

Normalmente il paziente si reca in un laboratorio, dove un medico effettua un esame e rilascia un referto. Che poi questo venga inserito in una cartella clinica analogica o digitale e che questa venga condivisa con soggetti autorizzati, anche di altri Stati, è un altro discorso. A volte accade anche che il medico non sia in loco: a chi scrive e successo di effettuare una lastra al torace ed avere il referto dopo pochi minuti anche se il medico era in un altro ospedale, dato che con le RX digitali ha potuto valutare le mie condizioni anche da remoto. Però si parla della stessa Regione e della stessa ASL. Oggi vogliamo invece parlare di quelle apparecchiature di alta diagnostica, che raccolgono dati e li inviano in altre sedi, ad esempio alla casa madre, per consentire di migliorare l’apparato e di eliminare eventuali difetti. Iniziativa magari lodevole, ma che non può essere effettuata all’insaputa del paziente. Una situazione molto particolare, ma che rientra in pieno nelle previsioni del GDPR.

Dati medici transfrontalieri

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