Privacy o salute?

Com’è normale, si stanno creando due fronti: da un lato quanti ritengono che la privacy sia troppo importante per sacrificarla sull’altare della lotta al contagio, dall’altra chi non vede l’ora di finirla e quindi vuole mettere in campo tutte le risorse, costi quello che costi. Certo, alcuni episodi portano a far pendere la bilancia verso la severità, per cui chi ha viaggiato con una persona positiva che ha preso ugualmente l’aereo vorrebbe che tutti i contagiati avessero il tatuaggio in fronte, ma non dobbiamo cadere in troppo facili esagerazioni. Tuttavia, assumendo che il provvedimento sia utile e sia limitato nel tempo, certo un supporto tecnologico potrebbe essere d’aiuto. Questa la posizione di Privacy Italiana, che si associa a quella del Garante e di molti esperti: se siamo in guerra, bisogna combatterla con tutte le armi, anche per non rischiare che lo Stato, rinunciando a qualche chance, oltre a causare vittime e danni economici, lasci anche il compito a privati. Questo mentre la polizia inglese invita a denunciare i vicini, garantendo l’anonimato ai delatori.

La polizia inglese invita a segnalare chi viola i blocchi

Privacy Network si schiera contro una stretta alla privacy in nome di un’aumentata sicurezza dal contagio:

2020-03-28-COMUNICATO-PRIVACY-NETWORK

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