Anche il Garante sul coronavirus

Privacy Italiana ha sempre cercato di non insistere troppo su un argomento, ma la questione coronavirus riempie le testate giornalistiche e le nostre giornate, quindi è inevitabile seguirne l’evoluzione, anche se non è passato molto tempo dall’ultimo intervento. Anche se una situazione emergenziale richiede interventi eccezionali, per cui, tutto sommato, ognuno di noi è disponibile a rinunciare a qualcosa per sentirsi sicuro, non si può neppure procedere in un Far West delle iniziative. Anche se magari siamo contenti di uno screening termico, per essere sicuri che il collega non ci porti il virus, il datore di lavoro non può comunque improvvisarsi medico né può raccogliere dati sulle condizioni di salute dei dipendenti, come ben spiegato da Federprivacy in una raccolta di pareri. Questo mentre in Cina si sta sviluppando un sistema a punti, che si concretizza in un codice colore.

Il Garante sulla raccolta dati per il coronavirus

Un commento sul parere del Garante

Quali poteri del datore di lavoro in una situazione emergenziale?

Controlli, ma senza violare la privacy

La Cina introduce il codice colore per classificare gli individui

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