Le sanzioni alla PA costituiscono danno erariale

Non è una buona notizia per gli amministratori pubblici, soprattutto per i volontari dei piccoli centri che svolgono l’incarico con sacrificio, passione e disinteresse (sì, qualcuno c’è!). Però potrà contribuire a diffondere la cultura della privacy negli Enti pubblici, finora un po’ restii ad investire denaro e risorse per la sicurezza informatica ed il corretto trattamento dei dati personali, formazione degli operatori inclusa. La Corte dei Conti ha ritenuto che una sanzione comminata all’Ente, perché questo non si era adeguato ai dettami normativi in materia di dati personali, non grava sull’Ente stesso, bensì rappresenta un danno erariale, che deve quindi essere rimborsato con le finanze personali dell’amministratore. Sentenza ineccepibile, che sicuramente stimolerà a non ignorare il GDPR, ma che auspicabilmente farà scuola solamente nei casi in cui la negligenza è realmente colpevole e non verrà usata per allontanare dai piccole Enti persone di buona volontà.

L’amministratore negligente risponde in proprio

Sentenza

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