La crittografia guardata con sospetto

Se la nostra Costituzione, come la maggior parte delle costituzioni morderne, tutela la segretezza della corrispondenza, molti Governi guardano con sospetto la cifratura dei file e dei messaggi. Da un lato è comprensibile: due terroristi che vogliano organizzarsi sono agevolati dal fatto che i messaggi siano cifrati ed i servizi di intelligence sarebbero contenti di poter leggere tutto in chiaro. Dall’altro, però, si spera che la maggior parte dei messaggi abbia contenuti leciti e non possano dunque essere violati. Non ci vuole un fine costituzionalista per capire che una mail è paragonabile ad una lettera classica, dal punto di vista della tutela, ma le similitudini non sono sempre completamente calzanti. Se il mio vicino di casa viene accoltellato ed un testimone afferma di aver visto entrare in casa mia qualcuno con un coltello in mano, il giudice potrà ordinare di sequestrare tutte le armi da taglio in casa mia per analisi, ma non sequestra le foto di famiglia e il filmino delle vacanze, mentre un captatore informatico prende tutto, poi si dovrà scegliere cosa è pertinente. Se c’è il sospetto che nella mia cassaforte ci siano prove di reato, un fabbro potrà aprirla con relativa facilità, mentre una cifratura robusta potrebbe resistere. Però c’è un’ultima considerazione: se anche la cifratura fosse vietata, data la tendenza di delinquenti e terroristi a non rispettare le norme e dato che non è difficile realizzare un programma di cifratura, non si rischierebbe di far sì che proprio queste categorie siano dotate di strumenti sicuri, mentre i cittadini onesti sarebbero esposti?

Privacy e sicurezza Facebook chiamato a conciliare le esigenze

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