I rischi di un oblio a limitazione territoriale

E’ uscita da poco la sentenza della Corte UE che sancisce il diritto di Google a mantenere l’indicizzazione di determinati eventi al di furori dell’Unione Europea. Al di là dell’aspetto giuridico, da un punto di vista pratico e logico si possono effettuare varie considerazioni: anzitutto l’impossibilità materiale di agire verso Paesi al di fuori del proprio controllo, a meno di scatenare una guerra, perché se io metto un server in Africa o in Medio Oriente sarò soggetto solamente alle leggi di quello Stato, al massimo l’Europa potrà bloccarmi gli accessi da e per quel continente. In secondo luogo l’impatto emotivo sarà diverso: se una persona si è macchiata di un reato, poi si è pentita e riabilitata, può anche essere giusto che la cosa non salti fuori in continuazione, soprattutto in un luogo dove è conosciuto e dove opera. Se però la notizia appare in Cina o negli Stati Uniti l’impatto sarà minore. Comunque, al di là dei commenti e dei pareri che stanno comparendo su siti e riviste, resta il punto fondamentale, che si applica a tutto il WEB: è impossibile gestire un sistema globale con strumenti giuridici messi a punto secoli fa e concepiti per una rigida divisione territoriale.

Il rischio di limitare il diritto all’oblio

Le barriere territoriali sono anacronistiche

I motori di ricerca devono de-indicizzare solo su base territoriale

Il dirtitto all’oblio per riordinare il WEB

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