Intelligenza artificiale e privacy

L’Intelligenza artificiale sembra la speranza del nuovo millennio, anche se molto lavoro c’è ancora da fare. Google Translate, tanto per dirne una, oggi lavora sul base AI, ed in effetti è molto migliorato, anche se a volte ci sono ancora scivoloni piuttosto pesanti. ad esempio in queste ore sta girando sui social un cartello che rivela le scarse conoscenze linguistiche dell’ATAC di Roma:

In realtà è stata presa di peso da Google Translate (appena verificato), che non ha considerato che la porta non è commestibile e che “più avanti” può essere inteso sia in senso spaziale che temporale. A parte qualche messa a punto, sistemi di AI sono diffusi in svariati campi ed i metodi stanno facendo passi da gigante. Ma tutto questo come impatta sul trattamento dei dati? Cosa succede se scivoloni analoghi a quello mostrato causano perdite o errori nel trattamento di dati personali, magari particolarmente sensibili. Occorre lavorare e vigilare, per poter godere dei vantaggi dell’AI, senza pagarne il fio.

L’intelligenza artificiale e il trattamento dei dati

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