Rischi privacy per mail gratuite (e non solo)

Se è gratis, sei tu il prodotto. Questo aforisma è ben noto nei circoli privacy, e significa che nessuno dà niente per niente. Prendiamo un servizio molto diffuso: Telegram: su Wikipedia è riportato che gestisce oltre un miliardo di messaggi al giorno ed è un Società senza fini di lucro. Sarà, ma mettere in piedi un’infrastruttura del genere per il solo bene dell’umanità sembra poco credibile e lo stesso vale per qualunque altro servizio di mail, di posta, di social o altra app gratuita. Ecco allora che in con la pubblicità, con l’analisi dei dati, con lo studi comportamentale gli investimenti in qualche modo ritornano. Sperando che si tratti di un ritorno lecito e non di un’interesse criminale. Quindi sarebbe opportuno fare una cosa che pochissimi fanno, ovvero leggere le condizioni del servizio. A parte il fatto che dopo che le si è lette e si è capito che c’è qualcosa che non va, in molti casi l’alternativa è accettarle lo stesso o essere tagliati fuori dal mondo.

Servizi mail gratuiti: le clausole possono essere sfruttate per uso fraudolento

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