Quale privacy in albergo?

Abbiamo già affrontato vari settori di attività ed il relativo impatto del GDPR. Stavolta tocca alla strutture ricettive, che trattano dati solitamente non particolarmente sensibili, ma dove può giocare un fattore chiave il periodo di conservazione dei dati: se io mi fermo una notte, ha senso che sei mesi dopo ci siano ancora i miei dati nel sistema? Se però torno due anni dopo, è comodo non dover ridare il documento ed altre informazioni sulle mie necessità ed i miei gusti? Al solito non è facile conciliare i vari aspetti, e nessuna struttura, abitualmente, chiede in modo espresso l’autorizzazione per conservare i dati più o meno a lungo. Peraltro si scopre che servizi di prenotazione on-line conservano lo storico per decenni, quando tu già ti sei dimenticato di dov’eri stato.

Il trattamento dati nelle strutture ricettive

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