Qualche strumento per la privacy

Tra i tanti argomenti trattati, ricorre comunque il tema della consapevolezza degli utenti: inutile spendere miliardi di euro tra normative, studi, implementazioni e sanzioni se poi l’utente è il primo a spargere informazioni personali senza controllo. Per contro, tuttavia, spesso non è neppure facile esimersi: se io seguo il professore universitario o il cantante, e questi sceglie come canale preferenziale ad esempio Telegram, le mie scelte si riducono a due: iscrivermi a Telegram accettando le condizioni oppure smettere di seguirlo. Qui si sarebbe potuto fare uno sforzo in più a livello normativo, ed estendere il principio di necessità anche alle app: perché se installo la torcia o lo specchio elettronico questi deve accedere alla rubrica, ai contatti alle foto? D’accordo una app di messaggistica, che per inviare una foto deve accedervi, ma spesso le autorizzazioni sono decisamente eccedenti la necessità tecnica, né si può dare un’autorizzazione specifica per ogni accesso. Comunque qualcosa si può fare per almeno ridurre l’impatto delle nostre attività on-line e questo articolo elenca alcuni strumenti che possono consentire di operare in relativa sicurezza e anonimato.

Strumenti per la privacy in rete

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