La privacy nel cestino dei rifiuti

Ogni tanto accade che documenti di identità o pratiche delicate finiscano nei bidoni dell’immondizia e qualcuno le trovi. E’ successo a Roma:

Roma CDI nei rifiuti

E’ successo a Reggio Emilia:

Reggio CDI nei rifiuti

E chissà quanti altri casi sono accaduti senza balzare all’onore delle cronache. Per tacere dei Tribunali o degli ospedali che, per mancanza di spazi d’archivio, accatastano faldoni di cause e cartelle cliniche in armadi, spesso aperti, lasciati nei corridoi alla mercé di tutti. Ma, per quanto deprecabile, si tratta di una violazione che consente l’accesso ad una quantità di dati limitata rispetto al totale. Molto peggio quando accade di trovare fra i rifiuti un HD contenente i dati di tutti i cittadini tedeschi iscritti al sistema sanitario, o l’elenco completo delle password di un importante costruttore di aerei. Casi realmente accaduti. Non saranno magari dati aggiornatissimi, ma sicuramente un po’ di attenzione in più a non buttare i gioielli nella spazzatura sarebbe opportuna.

Dati personali nei rifiuti informatici

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